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9月23日

precarietà / carovita / social forum / rifiuti / comunismo in america latina

 
In Italia, come nel resto dell’occidente, la globalizzazione economica capitalista si è tradotta in una compressione dei salari e dei redditi da lavoro che, uniti all'aumento dei prezzi ed alla privatizzazione di servizi e risorse, hanno dimezzato il potere d'acquisto dei lavoratori. Nel sud il medesimo processo si è tradotto in un tragico immiserimento senza sbocchi, come dimostrano gli indicatori dell'occupazione e la ripresa delle migrazioni interne, oltre che in uno spaventoso aumento delle fasce di emarginazione ed esclusione sociale. A Milano come a Napoli i nuovi contratti di lavoro sono di tipo precario e a tempo determinato, ma nel sud la precarietà riguarda gran parte del lavoro essendo per lo più lavoro nero. Qui la storica carenza di servizi e di infrastrutture va a sommarsi ad un sistema di accesso al lavoro ed alle risorse caratterizzato ancora dalla clientela e dal favore, che specie in campagna elettorale funziona ancora molto bene. Del diritto all'abitare meglio non parlarne, in una situazione di crisi generale "il mattone" diventa il principale bene di investimento e speculazione, così con l'abolizione dell'equo canone (approvato dal passato governo di centro-sinistra) i fitti hanno perso ogni freno e moderazione.



In questi giorni si ritorna a parlare dell’emergenza sicurezza. Noi siamo fermamente contrari all’invio dell’esercito ed all’aumento di forze dell’ordine perché pensiamo che sia l’ennesima operazione ideologica del tutto strumentale ed inutile. Le uniche emergenze per il sud sono la casa, il lavoro, i servizi ed il reddito per tutti! Le stesse organizzazioni criminali sono diventate delle grandi holding operanti in stretta connivenza con i poteri costituiti ed accrescono la loro presenza sui mercati; dalle grandi opere, ai rifiuti, fino a quello delle droghe, condizionando ulteriormente l’economia locale ed il mercato del lavoro. Infatti se dietro grandi affari (inceneritori, ponte sullo stretto, nuove centrali, infrastrutture, privatizzazioni) ci sono sempre le stesse lobbies ( Impregilo, Caltagirone, Energy plus…) con la logica del subappalto si realizzano illecite spartizioni che rafforzano il perverso connubio di poteri, naturalmente con ulteriori riduzioni in termini di sicurezza sul lavoro e per la salute pubblica. Nel Mezzogiorno il problema è l'assenza permanente e strutturale di reddito e garanzie, per vivere non semplicemente per il periodo limitato di ricerca tra un lavoro ed un altro. In questa somma di bisogni insoddisfatti che genera miseria, violenza criminale, degrado, ma anche ribellione (Acerra, Melfi, Scanzano...) crediamo vadano rintracciati i fili e l'azione di un percorso comune delle realtà di movimento al Sud....
 
altre info: www.officina99.org  e su :  www.noglobal.org
 

Coca-Cola e la Colombia


La multinazionale nordamericana persegue in Colombia una politica di totale precarizzazione della manodopera, attraverso l'utilizzo di lavoratori temporanei, i quali vengono continuamente sostituiti e sono costretti ad associarsi in cooperative per essere pagati secondo il lavoro realizzato. 
Con questo sistema la retribuzione può scendere al di sotto del salario minimo previsto dalla legge, che oggi è di 375.000 Pesos, circa 125 Euro al mese. Il sindacato chiede che questo tipo di flessibilità finisca, che tutti i lavoratori abbiano contratti stabili e che i salari permettano ai lavoratori di vivere bene. 



Il Sinaltrainal chiede inoltre di fermare la politica di delocalizzazione e chiusura degli impianti (ne sono stati chiusi undici), con la soppressione di fabbriche che tradizionalmente hanno operato in Colombia, perchè causano disoccupazione e impoverimento delle regioni dove storicamente vi è questa presenza. Il sindacato esige che questi impianti rimangano aperti, che i lavoratori che stavano lì continuino a lavorare, che si mantengano quelle strutture anche perché i municipi e le regioni dove si trovano possano continuare ad avere delle entrate attraverso le tasse.
Altri fatti gravi riguardano la persecuzione e l'assassinio dei lavoratori che si iscrivono al Sindacato, la violazione delle libertà sindacali e gli innumerevoli casi di sequestri, intimidazioni, torture e incarcerazioni arbitrarie che spesso avvengono nel mezzo di trattative e negoziazioni con l'impresa. 
Per portare avanti la massimizzazione dei profitti e la politica di contenimento dei costi attraverso la precarizzazione dei lavoratori, è necessario annientare il sindacato che a questa politica si oppone con forza.
E’ una politica violentissima che si prolunga dal 1987 . 
Nel paese è in corso uno stato di guerra non dichiarata che gruppi paramilitari chiamati AUC (Autodifese Unite di Colombia),appoggiati dall’Esercito regolare e dalla polizia e coperti dal Governo (in seguito ai crimini nessuno viene processato) portano avanti contro tutte le organizzazioni sindacali, politiche, indigene e contadine colpevoli di non condividere la politica neoliberista del Governo di Alvaro Uribe Velez. Da circa 30 anni esiste un’alleanza tra proprietari terrieri, industriali, banchieri, grandi burocrati dello Stato ,partiti politici tradizionali, militari, membri delle forze di sicurezza dello Stato e nordamericani.
Questi soggetti, uniti ai narcotrafficanti, hanno disegnato un progetto di aggressione contro la popolazione su territorio nazionale. Agiscono con la guerra selettiva: assassinio dei dirigenti politici e sociali di sinistra e generalizzazione del terrore con massacri senza nessuna motivazione apparente che servono a fare in modo che la popolazione,i sindacati, i contadini non si organizzino e non protestino contro l’operato dello Stato e contro il neoliberismo (precarizzazione del rapporto di lavoro, smantellamento dello Stato Sociale), che in Colombia ha prodotto un livello di povertà estrema. Il paramilitarismo opera con impunità assoluta, colpisce in accordo con gli ordini impartiti dai capi politici: le oligarchie, le multinazionali e i capi militari. I paramilitari compiono una funzione antisovversiva, in linea con la dottrina per la sicurezza nazionale applicata dai nordamericani: distruggere qualsiasi base sociale e qualsiasi legame possa avere la popolazione con le forze insorgenti della Colombia per impedire che abbiano un appoggio politico e sociale.

altre info a :  http://www.tmcrew.org/killamulti/cocacola/appello.html

Stay - Elisa

 

Please wait, and just stay
Did you mean to push me away?
Please wait, and just stay
Did you want it to be this way?
Wait, please say
I hope that you will find your way
Please wait, and just stay
I hope there will be better days

 

9月8日

Stanchi della nostra realtà politica?

bene oggi sarebbe il vostro giorno... 
 
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